di: Mirella Armiero
Pubblicato per la prima volta in Italia il libro di Ann Weil del 1953
Ha una grazia tutta particolare il romanzo Vele Rosse verso Capri. Il mistero della Grotta Azzurra di Ann Weil, tradotto per la prima volta in italiano da Carmelina Fiorentino per le Edizioni La Conchiglia (la presentazione domani alle 18 al Centro Cerio di Capri; con la curatrice discutono Rossella Funghi e Claudio Novelli).
Una traduzione quando mai opportuna, questa di Carmelina Fiorentino – profonda conoscitrice di cose capresi e bibliotecaria al centro Cerio – dal momento che si colloca nell’anno in cui viene celebrato il bicentenario della scoperta della Grotta Azzurra. E quale migliore celebrazione se non la riscoperta di questo romanzetto di Ann Weil, nata nel 1908 in Illinois, da genitori di origine tedesca, autrice prolifica di libri per ragazzi? Proprio il suo Red Sails to Capri la rese nota al grande pubblico: le valse infatti, nel 1953, il prestigioso Newbery Honor. Carmelina Fiorentino ha giustamente “tradito” qua e là l’originale, in direzione di una più spedita fruizione contemporanea. Il risultato è un racconto lieve e avvincente che romanza, in parte, la storia della scoperta della Grotta ad opera dei due viaggiatori e artisti August Kopisch e del pittore Ernst Fries, che spinsero i capresi a superare le superstizioni e le leggende nate intorno all’antro; con loro, a varcare la soglia della Grotta, c’erano Michele e Giuseppe Pagano, con il marinaio Angelo Ferraro. Nella storia di Vele Rosse gli stranieri hanno nomi diversi, ma uguale è lo spirito illuministico che li anima e che li porta a sfidare i sospetti e le paure degli isolani.
Al centro della narrazione c’è però il punto di vista di Michele, il giovane figlio del locandiere Giuseppe Pagano. È lui che incarna il desiderio giovanile dell’ignoto, dell’avventura, dello slancio verso il nuovo. E al tempo stesso il ragazzo pone al centro della sua esistenza il sentimento di lealtà verso gli amici. La scoperta infatti non avverrà senza che Michele coinvolga Pietro, compagno fidato fin dall’infanzia.
L’autrice costruisce la storia in crescendo, con una certa suspense: il padre di Michele è pieno di dubbi, crede che navigare verso l’antro sconosciuto possa costituire la sua rovina e quella della sua famiglia, ma al tempo stesso alla fine si risolve ad andare, per mantenere la parola data, ma anche perché intravede la possibilità che la sua sorte cambi. Altra protagonista poi è la moglie di Giuseppe, la signora Pagano, regina della cucina, che canta alle uova alla coque mentre si cuociono e convince i pesci a farsi rosolare a puntino, e che conosce il valore di una vecchia casseruola, più utile di una nuova. La signora Pagano sa quanto vale l’esperienza, sia pure di una pentola. Del resto non si butterebbe via un cuoco solo perché ha i capelli grigi, osserva sconsolata…
Ma questa donna decisa e ammaliante non è solo ricca di doti domestiche, sarà proprio lei a dimostrarsi necessario deus ex machina per risolvere il conflitto tra ardimentosi scopritori e capresi conservatori. In fondo, un conflitto non nuovo nella storia del mondo e in questo caso i vincitori coraggiosi vengono premiati con la meraviglia di un’indimenticabile mondo blu.
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