di: GT
Catuogno racconta 100 anni di calcio nell’Isola
Capri nell’immaginario collettivo è sinonimo di vacanza, glamour, vip. È luogo di bellezze che conoscono l’usura del tempo. Ora, grazie a un gioiellino scritto da Luca Catuogno, scopriamo che Capri è anche terra di calcio. Magari non per i risultati – mail la squadra locale è andata oltre l’Eccellenza -, di sicuro per le tante storie che vanno a comporre questo libro che dall’inizio alla fine non smette di sorprendere. Alla base di “L’isola in campo. Cento anni di calcio a Capri” (Edizioni La Conchiglia, 192 pagine, 26 euro) ci sono una passione smisurata e un lavoro di ricerca formidabile nel quale le stelle polari sono il vecchio campo di Palazzo a Mare e il nuovo San Costanzo/Germano Bladier, punti di riferimento imprescindibili in quanto luoghi di aggregazione anche nei momenti più bui. Tra chi è sceso in campo con la maglia del Capri – che formalmente ha celebrato il centenario un anno fa – c’è chi ha spiccato il volo verso la Serie A (Costanzo Celestini) o la serie B (Giuseppe Petagna), ma a rendere speciale il volume, molto curato anche sotto l’aspetto grafico e iconografico, è la miriade di vicende piccole e grandi che vanno a comporre il mosaico biancoverde. Un mosaico i cui colori si sono accesi il giorno in cui nel minuscolo attracco non ancora porto sbarcò Jans Jenni, uno svizzero che da quelle parti nessuno conosceva ma che aveva vinto lo scudetto con l’Inter prima di trasferirsi a Napoli e diventare giocatore e poi presidente dell’Internazionale. Uomo colto ed eclettico (fu editore e aprì un locale nel cuore del capoluogo campano), mise la sua esperienza a disposizione degli appassionati di Capri, dove acquistò una casa colonica integrandosi perfettamente nella nuova realtà.
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