di Pier Luigi Razzano
Per qualcuno potrebbe essere azzardato se non un estrema forzatura, eppure è evidente. Si può raccontare la storia di Capri attraverso la narrazione delle biografie di numerose figure femminili che nel corso dei secoli l’hanno scelta, amata: hanno contribuito a modificarne il destino, proprio come l’isola aveva fatto con loro fin dal primo incontro, quando si sentirono in preda a un vero e ineluttabile sortilegio. Una volta che si incontra Capri la vita cambia.
Nessun luogo al mondo è come lei, il suo genius loci ha una portata sacra e misteriosa, alla quale non ci si può sottrarre. E il libro più importante per addentrarsi nell’enigma Capri, sentirsi piacevolmente intrappolati, resta Intorno all’Isola, manuale di Riccardo Esposito per orientarsi sul tema insulare. Interpreti e incarnazione di questo genius loci sono le donne raccontate da Marcella Leone De Andreis in “Capri, un’altra storia. Regine, sante, peccatrici e imprenditrici nell’isola Azzurra”, volume dell’autrice che fin da “Capri 1939” ha direzionato la passione per l’isola in una scrupolosa operazione di ricostruzione storica.
La galleria di donne scelte non è una semplice sequenza di profili celebri, segue invece un criterio cronologico ben preciso che parte dall’antichità ai giorni nostri attraverso una sapiente individuazione degli snodi storici, politici, culturali e sociali che le hanno viste protagoniste. La prima è Livia Drusilla (poi rinominata Giulia Augusta), moglie dell’imperatore Ottaviano Augusto, madre di Tiberio. Fu le i “la prima First Lady del mondo, allorché Augusto decide di trasformare Capri, profondendo enormi ricchezze per farne la sua Arcadia e il suo luogo del cuore, preferendola a tutte le altre proprietà vicino a Roma e sulla costa campana”. Livia non solo sovrintende al funzionamento dei palazzi capresi, ma anche all’evoluzione della fisionomia e dell’urbanistica di Capri, da scoglio selvatico e suggestivo (però impervio), rendendola centro dell’impero, soprattutto con Tiberio e la costruzione di Villa Jovis che, per un periodo, tra il 26 e il 37 dopo Cristo, diventerà il palazzo del governo.
Così, anche la storia di Roma – in uno suo snodo epocale – passa per Capri. Altra figura determinante è Giovanna I D’Angiò la regina di Napoli: a lei si deve un altro salto evolutivo dell’isola, con nuove edificazioni in epoca medioevale. Su tutte, la più grande impresa dei tempi di Tiberio: la costruzione, nel 1371, della Certosa di San Giacomo, imponente nuovo centro della spiritualità, a opera del conte Giacomo Arcucci, sostenuto fortemente dalla regina. E una Capri Mistica, divenuta cuore di una straordinaria dimensione spirituale, si deve alla venerabile Serafina di Dio, in piena Controriforma. Nel 1661 fondò sull’isola il convento di monache Carmelitane, il primo di sette su tutto il territorio campano (uno anche ad Anacapri), mostrando una enorme capacità organizzativa e imprenditoriale, senza mai allontanarsi dal rapimento mistico, con ripetuti momenti di martirio, rinunce estreme e mortificazioni del corpo con cilicio e cuscino in pietra (come testimoniato da oggetti a lei appartenuti custoditi nella chiesa di Santo Stefano).
Altro snodo è a metà del Settecento, con una figura e una storia ben precisa, che definisce da quel momento Capri come luogo di accoglienza, eletto a porto dell’amore oltre giudizi e ipocrisie. “La morale caprese sarà contrapposta alla morale praticata nel resto del mondo civilizzato e chiunque metterà piede nella Terra delle Sirene sarà libero di vivere la sessualità come gli pare e lo potrà fare alla luce del sole, senza che nessuno possa impedirglielo”. Trovano rifugio nel 1745 Anna Della Noce, detta la scandalosa, sposata all’anziano Antonino Canale, e il suo giovane amante, l’inglese Nathaniel Thorold. Il loro ménage a trois nello splendido Palazzo Canale, anticipa ciò che sarà nel futuro Capri; arrivando poi a due importanti mecenati come Mabel Norman, moglie di Giorgio Cerio e, soprattutto, Graziella Lonardi Buontempo, pioniera nel rivelare il lato culturale della mondanità, capace di far rintracciare destini più diversi tra arte, letteratura, cinema e spingerli in un unico punto, il centro del mondo. Capri.
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