di: Antonio Ferrara
Capri d’inverno, inizi Novecento. C’era già stato, tra gli altri, Oscar Wilde. Ci vivenao Norman Douglas e il barone Fersen, artisti e intellettuali guardavano all’isola come luogo di libertà e ispirazione.
E qui soggiornò Joseph Conrad dal gennaio 1905 fino a metà maggio: arrivò a Capri insieme a sua moglie Jessie e al figlio piccolo Borys dopo gli sforzi enormi della scrittura di uno dei suoi tanti capolavori, Nostromo, e aveva bisogno di riposarsi. Quale posto migliore per riaccendere la ispirazione e soprattutto trovare conforto, anche perchè sua moglie aveva dei problemi fisici. L’isola del golfo di Napoli sembrava il posto ideale per lo scrittore che aveva viaggiato in tutti i mari del mondo.
Il soggiorno è ricostruito nel romanzo L’isola delle ombre (edizioni La Conchiglia) di Pier Luigi Razzano, firma di Repubblica, attraverso l’utilizzo di documenti come lettere, biografie, testimonianze. La documentazione sostiene l’andamento romanzesco della storia di Conrad che affronta Capri come luogo misterioso e ignoto, soprattutto totalmente diverso da quello che aveva immaginato.
L’isola in quei gironi di gennaio è fredda, sempre battuta da piogge, quindi appare inospitale, respingente, diversa. Conrad prova tra passeggiate e giorni di relativa tranquillità a rintracciare la propria ispirazione inseguendo l’idea di un romanzo ambientato nel Mediterraneo o addirittura di un romanzo che ricostruisca la storia dell’assedio francese in epoca napoleonica per conquistare l’isola occupata dagli inglese. Però in realtà lui si ritrova in un momento in cui a 47 anni dopo tanti viaggi, tante avventure, dopo essere ritornato sulla terraferma, dopo tanti anni di scrittura che lo hanno portato alla realizzazione di Lord Jim, Cuore di tenebra e altri capolavori, a rivedere la propria giovinezza il proprio passato; quindi Capri lo aiuta a risvegliare i fantasmi e tanti ricordi, le ferite del passato mai rimarginate.
Il romanzo di Razzano è duplice, perchè i capitoli sono alternati, da una parte il racconto di Conrad alla ricerca di una spiegazione per capire bene qual è stata la sua vita e contemporaneamente, dall’altro ci sono capitoli della storia di un giovane anacaprese, Francesco, che si ribella al padre che lo vorrebbe a lavorare dell’orto, insieme a lui. Il giovane ha uno spirito ardimentoso, desideroso di conoscere il mondo: sogna di imbarcarsi e di lasciare Capri. Il suo sogno è di diventare marinaio, quindi ci sono due destini: Conrad e Francesco che si incrociano a Capri e sarà proprio grazie a Conrad che Francesco conosce il senso del mare, lo spirito dell’avventura, come diventare un uomo grazie al mare e al desiderio e alla voglia di lasciare il posto sicuro in cerca dell’ignoro. E Conrad scopre come ci può essere ancora un’ultima avventura perchè la giovinezza non si spegne mai, grazie all’avvicinamento di questo giovane che sogna di conoscere il mondo e che ha la testa piena di immaginazione, che insegue milioni di possibilità e che ha un furore di pensieri definitivi, pensieri che non hanno paura di nulla proprio come lo stesso Conrad le aveva 17 anni quando si imbarcò per la prima volta a Marsiglia.
Il romanzo vede anche Conrad incontrare figure importanti che hanno deciso di vivere a Capri come Norman Douglas e in questo caso persone che hanno ritrovato in Capri un luogo misterioso al tempo stesso accogliente, totalmente diverso da qualsiasi altro luogo visto prima nel mondo, perchè l’isola è primitiva, selvaggia, ha uno spirito antico che calma da qualsiasi ansia preoccupazione angoscia. Però Capri agli occhi di Conrad è sempre duplice, strana, sfuggente: un attimo sembra un paradiso immerso nella profonda natura che cresce libera, poi c’è anche la Capri che nel 1905 è già assediata da viaggiatori tedeschi che possono essere definiti i primi turisti di massa che affollano le stradine si rifugiano allo Zum Kater Hiddigigei di Lucia Morgano. In quel caffè bazar si possono acquistare cartoline, liquori e lo stesso Conrad si sente soffocato da quei tedeschi che bevono birra, comprano souvenir, e si domanda un po’ come Kurtz in Cuore di tenebra se questo è l’orrore.
Ma alla fine vince sempre lo spirito dell’ignoro, lo spirito di conoscenza, la volontà di sentirsi sempre giovani e questo corredo lo scopre grazie a Francesco. E alla ultima avventura in mare, che vive proprio a Capri.
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